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I sensi del gatto

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I sensi del gatto

Il gatto domestico (Felis Silvestris Catus) come lo conosciamo oggi è il risultato della sua evoluzione; la selezione naturale e l’adattamento all’ambiente hanno portato allo sviluppo delle sue caratteristiche fisiche.

VISTA
La pupilla non è tonda, ma è una fessura che si apre e si chiude in base all’intensità della luce:
– quando la luce aumenta, tenderà a restringersi fino a diventare una fessura;
– quando invece diminuisce, tenderà a dilatarsi per riuscire a catturarne più quantità possibile.
In completo buio anche il gatto non vede.
La struttura oculare del gatto è bicromatica, ossia basata solo su due colori, il blu ed il verde, tutti gli altri colori sono sfumature di questi due. Il gatto è leggermente miope.
Percepisce il tridimensionale fino a 20 metri di distanza; riesce a percepire il più piccolo movimento ed è infatti il movimento a catturare la sua attenzione, in quanto potrebbe essere una possibile preda, ma non riesce a vedere nitido a meno di 20 cm.

UDITO
Il gatto ha la capacità di sentire gli ultrasuoni fino a 60 khz o anche fino a 100 khz, questo per poter sentire il verso di prede come i roditori. La struttura e la mobilità del suo orecchio gli permettono di amplificarne il suono. Il gatto ha la maggiore capacità uditiva (sia per le alte che per le basse frequenze) tra tutti i mammiferi.
Nell’orecchio è presente il sistema vestibolare, ossia un insieme di ossa e cartilagini, da cui dipende il senso dell’equilibrio.

OLFATTO
Il naso è il termometro del gatto, che registra la temperatura esterna. Per abbassare la sua temperatura il gatto usa il leccamento e la respirazione dalla bocca.
Il gatto reagisce all’odore di alcune piante come la Valeriana e l’erba gatta (Nepeta Cataria) che tendono a provocare “eccitazione”. Questa “eccitazione” si verifica, perché all’interno di queste piante c’è una sostanza simile a quella presente nell’urina delle femmine in calore. Non tutti i gatti però sono sensibili agli effetti eccitanti di queste piante.
Al gatto piace molto l’odore umano, mentre non tollera ad es. i profumi con base alcolica, gli agrumi, e la naftalina.
L’olfatto gli permette:
– di valutare lo stato di decomposizione di cibi/prede morte (è sensibile all’odore di molti composti azotati, che gli permettono appunto di identificare un cibo in decomposizione);
– di riconoscere il suo territorio ed il suo spazio sicuro;
– di identificare il suo gruppo familiare (umano e non);
– di identificare e quindi categorizzare gli oggetti.
Gli ultimi tre punti sono possibili tramite i feromoni, che sono delle sostanze chimiche rilasciate da particolari ghiandole e che forniscono un’infinità di informazioni utili relative al gatto che le ha lasciate (stato emotivo, salute, sesso ecc.). Il gatto per recepire queste sostanze mette in atto un comportamento caratteristico detto Flehmen, ossia ritrae il labbro superiore, arriccia il naso, chiude le narici ed inizia a respirare rapidamente dalla bocca. Le ghiandole che rilasciano feromoni sono presenti in alcune parti del suo corpo.

GUSTO
La percezione del gusto è minore rispetto a quella umana.
Nella lingua del gatto sono presenti delle papille dotate di piccole escrescenze cornee fatte di cheratina (la stessa sostanza delle nostre unghie), che rendono la lingua ruvida ed adatta a pulire il pelo attraverso il leccamento.
I gatti percepiscono molto l’amaro, amano l’acido, sentono bene il salato e l’umami (ossia il glutammato), mentre sentono poco il dolce.
Riescono a percepire anche il gusto dell’acqua.

TATTO
Il gatto percepisce il tatto su tutto il suo corpo e possiede anche le vibrisse, che sono dei veri e propri organi tattili. Le vibrisse si trovano sia sul muso (sono i baffi più grandi e spessi) e sia su alcuni punti del suo corpo. Le vibrisse riescono a percepire il più piccolo spostamento d’aria, forniscono una grande quantità di informazioni (come ad es. l’ampiezza di un passaggio) e permettono quindi di integrare anche eventuali carenze della vista.
I gatti vanno accarezzati seguendo il verso del pelo. Il piacere del contatto è soggettivo, ci possono essere gatti che amano essere accarezzati ed altri che invece lo accettano di meno.

Simona Cherubini
Consulente per la Convivenza con il Gatto – Operatore in Comunicazione Naturale Gatto-Uomo®

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