Wine Hotel Villa Donna Lisa

VIA F. MARANGI, 19, Salice Salentino LE - Puglia
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Animali Ammessi

  • Cani taglia Piccola
  • Cani taglia Media
  • Gatti

Servizi Struttura

  • Accesso Disabili
  • Aria Condizionata
  • Accetta Carte di Credito
  • Ristorante
  • WiFi/Internet Point
  • Parcheggio Privato
  • Piscina
  • Giardino
  • Tv

Descrizione

Villa Donna Lisa Concept Wine Hotel si trova a Salice Salentino, entroterra del tacco d'Italia, a pochi chilometri dalle coste Ionica e Adriatica. Qui, l'accoglienza si arricchisce di nuovo valore e significato, con percorsi esperienziali che si sviluppano dal connubio tra enogastronomia, territorio e storia. L'Hotel, figlio della più antica azienda vitivinicola di Puglia, Cantina Leone de Castris, si compone di 24 camere ampie e confortevoli, ognuna legata alla storia delle pregiate etichette dell'Azienda. Appassionati e cultori, ma anche curiosi e viaggiatori attenti, troveranno nel nostro Wine Hotel non semplici proposte di soggiorno ma storie da vivere attraverso i sensi: sapori, profumi e suggestioni visive che solo questo territorio riesce a donare; tutti coinvolti in racconti autentici dai vividi colori.


Nei Dintorni

SALICE SALENTINO è Situato nella zona nord-occidentale del Salento e a circa 20 km dal capoluogo leccese, il comune di Salice Salentino si pone come crocevia tra quelli che un tempo erano il Principato di Taranto e la Contea di Lecce, identificandosi in particolare nella Terra d’Arneo, singolarmente ricca di masserie per la maggior parte fortificate. Dove oggi sorge il centro abitato, un tempo non vi era che un casale, attestato in documenti d’epoca normanna, intorno a cui si estendeva una fitta foresta ricca di piante Salicacee, le quali avrebbero dato il toponimo al Comune. Esattamente come altre realtà meridionali, anche Salice si vide di volta in volta in mano a diverse dominazioni: dai normanni agli Orsini del Balzo e agli spagnoli, sino al regno borbonico. Oggi Salice Salentino si presenta come un centro attivo e vivace, grazie all’impegno di numerose associazioni presenti sul territorio che provvedono all’organizzazione di diverse attività culturali e sociali. Di particolare interesse culturale sono la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta del XVI secolo, il Convento dei Frati Minori, eretto sulla precedente chiesetta della Madonna del Soccorso, con annessa Chiesa della Visitazione ed infine il Castello Monaci, fortificazione del XVI secolo legata ai monaci basiliani e poi trasformata nei secoli in residenza privata. La zona a nord di Lecce fa parte della Valle della Cupa, area carsica i cui paesaggi hanno attratto l’aristocrazia del posto sin dal XV secolo tanto da costruirvi splendide e maestose masserie.  E’ qui che alcuni Comuni, dal 2002, con l’obiettivo di promuovere la progressiva integrazione ai fini dell’ottimizzazione amministrativa, si sono riconosciuti nell’Unione dei Comuni del Nord Salento: Campi Salentina, Novoli, Guagnano, Salice Salentino, Surbo, Trepuzzi, Squinzano.  Questo territorio fa parte del Parco del Negroamaro, un parco socio-culturale il cui nome rimanda direttamente al vitigno autoctono che colora di rosso tutto il Salento, e che si propone di potenziare il servizio rivolto ai turisti tramite manifestazioni tradizionali e popolari. Tra queste, di enorme rilievo è la Focara di Novoli, legata alla festa di Sant’Antonio Abate, un enorme falò di tralci di vite che raggiunge anche i 25 m di altezza, unica in Italia e forse anche una delle più grandi in tutta Europa: la pira viene accesa il 16 gennaio, dopo la processione religiosa, e richiama le genti di tutto il Salento e non solo. Novoli, come del resto Campi e tanti altri centri del Salento, è ricca anche di storia, di cui le masserie fortificate e i tanti menhir – risalenti all’Età del Bronzo – presenti sul territorio rappresentano una grande testimonianza che sopravvive ai secoli. Degna di un particolare accenno è anche Guagnano, che ospita l’ Eremo di Vincent, una casa/museo che l’artista locale Vincent Brunetti ha realizzato tramite materiali di recupero e la cui visita è tappa d’obbligo per chi ama l’arte in tutte le sue sfaccettature. Storia e tradizione si intrecciano, campagne e centri urbani si identificano l’uno nell’altro sino a consolidarsi in un territorio unico che pulsa attraverso i suoi splendidi paesaggi e le sue più antiche tradizioni popolari, che ancora oggi caratterizzano questa lingua di terra.


Nei Dintorni con Animali

La marina di Porto Cesareo. Area marina protetta dal 1997 e sede della Riserva Naturale Orientata Regionale, comprendente la Palude del Conte e le Dune di Punta Prosciutto, Porto Cesareo è una delle località più attraenti del Salento sita sul versante ionico tra Gallipoli e Taranto. Annoverata tra le spiagge più belle del mondo dalla testata giornalistica britannica The Guardian, si estende ininterrottamente per circa 18 km vantando numerosissime isolette verdeggianti, di cui la più famosa è l’Isola Grande detta dei Conigli, per l’allevamento promosso negli anni ’50 di una colonia di conigli allo stato brado. Prime testimonianze di un insediamento del territorio risalgono ai secoli XVIII e XVII a.c. nelle località La Strea e Scala di Furno, ma è con i Romani che Portus Sasinae – come la chiama Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia – giocò un importante ruolo portuale, non solo per la vicinanza alla Via Traiana ma soprattutto in funzione di raccordo per l’agropastorale dell’Arneo.

Attestata la presenza intorno al Mille di monaci basiliani, che istituirono l’abbazia di Santa Maria de Cesarea, il feudo di Porto Cesareo fu di proprietà dei Del Balzo Orsini sino alla fine del XV secolo quando passò agli Acquaviva. E’ in questo periodo che fu avviata la costruzione delle tante torri costiere che ancora oggi caratterizzano il paesaggio litoraneo ionico salentino: Torre Cesarea, Torre Chianca, Torre Lapillo, Torre Castiglione sono tra le più belle testimonianze di quel sistema difensivo voluto da Carlo V, a protezione della costa dagli attacchi saraceni. Dopo l’abbandono del sito sino al XVIII secolo e la ripresa demografico-urbanistica durante l’Ottocento, la bonifica dell’Arneo, promossa durante il periodo fascista, permise a Porto Cesareo di svilupparsi non solo come porto peschereccio ma anche come meta turistico-balneare. Dal 1966 è inoltre dotata di una Stazione Biologica Marina, oggi sotto la direzione dell’Università del Salento. Storia, scienza e meraviglie della natura costituiscono un unicum prezioso: le sabbie bianchissime, l’acqua cristallina, l’arcipelago di isolotti, le dune naturali tipiche della macchia mediterranea, i fondali la cui fauna vanta una spettacolare rarità, stregano i turisti provenienti da ogni dove tanto da poter qualificare Porto Cesareo come l’Eden della nostra terra.