Come capire se il cane è felice in vacanza: i segnali da osservare
Quando pensiamo a una vacanza con il cane, immaginiamo passeggiate sulla spiaggia, nuovi luoghi da esplorare, giornate all'aria aperta e più tempo da tras...
Le vacanze hanno uno strano effetto sulle abitudini di tutta la famiglia. Per qualche settimana cambiano gli orari, aumentano le giornate trascorse insieme, si parte, si passeggia di più e la casa è spesso più piena del solito. Poi si torna alla normalità.
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Gli adulti riprendono il lavoro, i bambini tornano a scuola e quella casa che fino a pochi giorni prima era piena di persone può improvvisamente rimanere vuota per molte ore.
A risentirne può essere anche il cane.
Durante le vacanze, infatti, molti cani trascorrono molto più tempo insieme ai propri padroni: passeggiate più lunghe, giornate all'aperto, viaggi, gite e magari qualche sonnellino in compagnia. Poi le ferie finiscono e quella presenza quasi continua improvvisamente scompare.
Potremmo chiamarla, naturalmente senza alcuna pretesa clinica, “Sindrome della cuccia vuota”: il piccolo o grande periodo di adattamento che alcuni cani possono attraversare quando la famiglia torna alla normale routine.
Non è una patologia né una diagnosi, ma un modo scherzoso per descrivere un cambiamento di abitudini che, per alcuni cani, può essere più difficile del previsto.
Come capire se il nostro cane sta facendo fatica? E soprattutto, come aiutarlo a stare solo dopo le vacanze senza trasformare il rientro in una fonte di stress?
Pensiamo per un momento alle sue vacanze.
Per giorni o settimane potrebbe essersi svegliato trovando tutti in casa, aver fatto colazione mentre la famiglia organizzava la giornata, essere uscito più spesso e aver partecipato a passeggiate, escursioni o viaggi. Anche un cane normalmente abituato a trascorrere qualche ora da solo può essersi rapidamente adattato a questa nuova quotidianità.
Poi tornano le sveglie del mattino.
Zaini pronti, bambini a scuola, adulti al lavoro e, nel giro di pochi giorni, si riprendono gli orari di sempre.
Per molti cani non cambia praticamente nulla: recuperano le vecchie abitudini e passano buona parte delle ore di assenza della famiglia dormendo o riposando.
Per altri il passaggio può essere meno immediato, soprattutto quando dalle giornate trascorse quasi sempre in compagnia si passa bruscamente a diverse ore di solitudine.
Un cuscino rosicchiato non significa automaticamente che il cane soffra quando rimane solo. Allo stesso modo, qualche abbaio occasionale non deve necessariamente mettere in allarme.
Se però alcuni comportamenti compaiono proprio con il ritorno alla normale routine, vale la pena osservarli con attenzione.
Il cane potrebbe, per esempio:
abbaiare o ululare a lungo quando rimane solo;
agitarsi già mentre ci vede prendere chiavi, borsa o scarpe;
graffiare porte e finestre;
mordere o distruggere oggetti;
sporcare in casa nonostante sia normalmente abituato a uscire;
accoglierci al rientro con un'agitazione particolarmente intensa;
fare fatica a rilassarsi.
Più che il singolo episodio, conta osservare quanto spesso accade, quanto dura e con quale intensità.
C'è poi un aspetto da non dimenticare: non tutti i cambiamenti nel comportamento dipendono necessariamente dalla nostra assenza. Se qualcosa cambia improvvisamente o il problema persiste, parlarne con il veterinario permette anche di escludere eventuali cause legate alla salute.
Se sappiamo che a breve torneremo al lavoro e il cane dovrà trascorrere nuovamente diverse ore senza di noi, possiamo iniziare a prepararlo qualche giorno prima.
Non serve passare direttamente da “sempre insieme” a “otto ore da solo”.
Negli ultimi giorni di vacanza possiamo gradualmente ripristinare gli orari abituali dei pasti e delle uscite e ricominciare a lasciare il cane solo per brevi periodi, aumentando il tempo soltanto se rimane tranquillo.
Se invece mostra subito una forte agitazione, continuare semplicemente ad allungare le assenze potrebbe non essere la strategia giusta. Meglio cercare di capire da cosa nasce la difficoltà e, se necessario, chiedere consiglio al veterinario.
Anche la passeggiata del mattino merita qualche minuto in più, quando possibile.
Non dovrebbe essere soltanto una corsa contro l'orologio per permettere al cane di fare i bisogni prima di andare al lavoro. Annusare, esplorare e muoversi sono attività importanti e gratificanti. Una buona uscita prima di trascorrere alcune ore in casa può quindi fare la differenza nella sua giornata.
E poi c'è la routine. I cani imparano velocemente a riconoscere le nostre abitudini: l'orario della passeggiata, quello della pappa, il momento in cui prendiamo le chiavi e usciamo di casa. Ritrovare questi piccoli punti di riferimento può aiutarli a capire che è semplicemente ricominciata la vita di tutti i giorni.
Un cane che resta in casa non deve necessariamente avere decine di giochi a disposizione. Meglio scegliere poche attività adatte, come un gioco di attivazione mentale o un oggetto pensato per contenere parte della sua razione di cibo.
Ma c'è una cosa interessante da osservare: che fine fanno quei giochi quando noi non ci siamo?
Se un cane normalmente molto interessato al cibo ignora sistematicamente qualcosa che adora quando siamo presenti, anche questo può essere un elemento utile da considerare e, in presenza di altri segnali di disagio, da riferire al veterinario.
E la famosa radio lasciata accesa? Si può provare. Alcuni cani sembrano gradire un rumore di sottofondo familiare, altri lo ignorano completamente. TV e radio, però, non sostituiscono un percorso adeguato quando il cane mostra un vero disagio nel rimanere solo.
La scena è un classico: apriamo la porta dopo una giornata di lavoro e troviamo l'imbottitura del cuscino sparsa per il soggiorno. Oppure scopriamo che una scarpa ha avuto decisamente una giornata peggiore della nostra.
La tentazione di pensare “lo ha fatto perché l'ho lasciato solo” può esserci. Ma parlare di vendetta o dispetto rischia di portarci fuori strada.
Un comportamento distruttivo può avere ragioni diverse: noia, frustrazione, bisogno di attività oppure una difficoltà legata alla separazione. Sgridare il cane al nostro rientro, magari parecchio tempo dopo che il fatto è avvenuto, non gli permette di capire il collegamento che stiamo facendo noi.
Molto più interessante è scoprire cosa succede davvero quando chiudiamo la porta.
Noi vediamo il cuscino distrutto quando torniamo a casa. Ma cosa è successo cinque minuti dopo la nostra partenza?
Una videocamera domestica, anche utilizzata soltanto per qualche giorno, può dare informazioni preziose. Vale la pena osservare soprattutto i primi minuti dopo la nostra uscita: il cane riesce progressivamente a rilassarsi oppure l'agitazione continua o aumenta?
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Magari scopriremo che si sistema sul divano cinque minuti dopo che siamo usciti e dorme serenamente fino a mezzogiorno. Oppure potremmo notare vocalizzazioni prolungate, continui spostamenti da una stanza all'altra, agitazione o tentativi di raggiungere porte e finestre.
Sono due scenari completamente diversi. E il cuscino, da solo, non ce lo avrebbe raccontato.
Anche il momento del rientro fa parte della routine.
Non servono rituali rigidi e non è necessario ignorare il cane. Se ci accoglie con grande eccitazione, possiamo salutarlo senza rendere quel momento ancora più carico e lasciargli il tempo di ritrovare gradualmente la calma.
L'obiettivo è semplice: fare in modo che uscire di casa e rientrare diventino, per quanto possibile, eventi normali della giornata.
Non esiste un numero di ore valido allo stesso modo per tutti i cani. Età, salute, abitudini, caratteristiche individuali e necessità di uscire possono fare una grande differenza.
Quando le giornate lavorative sono lunghe, una soluzione può essere organizzarsi con una persona di fiducia o con un dog sitter che, a metà giornata, possa portare fuori il cane e trascorrere un po' di tempo con lui.
Se invece vocalizzazioni, forte agitazione, tentativi di fuga o comportamenti distruttivi si ripetono o sembrano compromettere il benessere del cane, meglio parlarne con il veterinario senza aspettare che il problema diventi più marcato.
Il veterinario potrà valutare la situazione, escludere eventuali problemi di salute e, quando necessario, indicare il percorso più adatto con professionisti competenti nel comportamento animale.
Leggi anche l'articolo sui Consigli per abituare il cane a stare solo in casa.
Tornare alla normalità non significa dover aspettare la prossima vacanza per concedersi qualcosa di speciale insieme al proprio cane.
Anzi, proprio dopo il rientro può essere ancora più importante ritagliarsi del tempo di qualità, anche senza organizzare grandi avventure.
E il vostro cane? Dopo le vacanze riprende senza problemi le vecchie abitudini oppure ha bisogno di qualche giorno per riabituarsi a rimanere solo?
Raccontateci la vostra esperienza. E se c'è una curiosità sul mondo dei cani e dei viaggi pet friendly che vorreste approfondire nei prossimi articoli, potete scrivere alla redazione di Zampa Vacanza all'indirizzo [email protected].
La vostra domanda potrebbe diventare lo spunto per una delle nostre prossime storie.
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