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Mangimi di qualità per cani o gatti: come leggere le etichette

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Mangimi di qualità per cani o gatti: come leggere le etichette
Non è sempre semplice per il proprietario di cani o gatti orientarsi tra i tanti mangimi che si trovano in commercio. Così si tende a scegliere il cibo per il proprio amico a quattro zampe in base a considerazioni che poco hanno a che fare con la qualità del mangime: il sentito dire, la marca, l’abitudine, l’economicità.

Esiste però un metodo per scegliere saggiamente ed è la lettura dell’etichetta. Di seguito, gli elementi da controllare al momento dell’acquisto.


Elenco ingredienti

Gli ingredienti vengono indicati in modo decrescente: da quello maggiormente presente a quello in minore quantità, con la percentuale indicata in rapporto alla sostanza secca. I mangimi di peggior qualità hanno spesso come primo ingrediente un cereale (mais, grano o frumento) oppure denominazioni come “carni e derivati” o “proteine di pollame”. In questo caso si tratta di sottoprodotti della macellazione – li tratteremo nei paragrafi successivi – e di scarti (ossa, pelle, piumaggio) della lavorazione di carni destinata ad altri usi.

Tenori analitici

Tali valori possono variare molto: anche prodotti di altissima qualità possono avere infatti un basso indice proteico. I tenori analitici vanno analizzati dopo una lettura attenta degli ingredienti. La valutazione delle ceneri gregge si presta, ad esempio, ad una doppia lettura: il valore indicato sull’etichetta indica ciò che rimane di non organico di un grammo di prodotto analizzato dopo la combustione in un forno chiamato muffola. Non è però detto che la presenza di un valore alto di ceneri sia sinonimo di bassa qualità. Magnesio, potassio, fosforo e calcio – tutti elementi nutritivi – sono ad esempio composti non organici. Perciò è molto importante verificare prima di tutto gli ingredienti che compongono il mangime per una corretta valutazione di questi valori.


Additivi e conservanti

La presenza di additivi è sempre negativa? Non è così. Anche in questo caso dipende dalla qualità degli stessi. Nei mangimi per gatto si troverà ad esempio la taurina che è essenziale per evitare l’insufficienza cardiaca. Tra gli additivi, i mangimi migliori riportano il rosmarino come conservante naturale, per via delle proprietà naturali della pianta. Altri hanno i tocoferoli, anch’essi naturali (ad esempio la vitamina E). I mangimi peggiori invece utilizzano sostanze al limite di legge, come il BHA (butilidrossianisolo).


Qualità della materia prima

I mangimi di scarsa qualità presentano nella propria composizione la dicitura “carne e derivati”. Secondo la legge europea (Regolamento CE 1069/2009) si identificano come prodotti derivati ciò che è ottenuto attraverso uno o più trattamenti, trasformazioni o fasi di lavorazione di sottoprodotti di origine animale. In altre parole, questa frase può indicare qualsiasi parte del corpo dell’animale macellato. Ciò potrebbe anche non essere un problema per il cane che, nella propria atavica alimentazione, mangiava anche le parti non commestibili.


A complicare il quadro è l’origine di tali materie prime: un esempio lampante può essere l’utilizzo spropositato di antibiotici negli Stati Uniti per la crescita dei bovini, o quello di sostanze sconosciute in Cina. In Europa il consumo delle interiora e del sistema nervoso degli animali è vietato (dopo il caso della cosiddetta “mucca pazza”) e queste parti devono essere eliminate, ma non è così però nel resto del mondo. Le aziende che si preoccupano più del guadagno che della qualità tendono ad acquistare carni di livello molto basso.
Esiste un regolamento europeo (CE 1774/2002) che riporta come i sottoprodotti di categoria 3 – di origine animale o vegetale che siano – siano inadatti al consumo umano ma possano essere utilizzati per nutrire gli animali. Si tratta però di prodotti molto scarsi dal punto di vista nutrizionale, quindi è consigliabile evitarli. 


La chiarezza prima di tutto

Come si può intuire da quanto scritto in precedenza, per riconoscere un buon prodotto è importante capire la qualità degli ingredienti: preferire le carni fresche oppure la dicituramaiale” o “agnello”, che si riferisce al muscolo di una determinata specie; scegliere un azienda che selezioni materie prime a lei vicine e certificate (ad esempio un prodotto inglese che utilizza salmone scozzese, un canadese che sceglie pollo di quello Stato); puntare sulla scelta di utilizzare materie prime fresche e conservate in maniera naturale.


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