Il Borgo Del Lupo

Loc. Fonte Vetriana , Sarteano SI - Toscana
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Perché siamo A DOG ?

Nella nostra struttura gli animali sono i benvenuti, sono accettati all'interno del ristorante. Potrete fare delle bellissime passeggiate assieme al vostro pelosetto e sarete immersi nella natura lontani dalla caotica città. Con la nostra struttura collabora anche un istruttore cinofilo e istrutture di disc-dog.


Servizi Speciali A DOG

  • Accesso Ristorante ai Cani
  • Percorsi per cani
  • Educatore cinofilo

Siamo Ideali anche per...

  • NATURA: Siamo ai piedi del Monte Cetona, distiamo con la nostra struttura circa 4 km dalla vetta. Se cercate la calma e la tranquillità siete nel posto giusto, per poter riequilibrare le vostre energie. In compagnia del vostro amico pelosetto, potrete percorrere sentieri immersi nel verde.
  • VEGANI E VEGETARIANI: Giordana già nel suo menù prevede piatti vegetariani, se siete vegani oppure avete esigenze diverse con un po' di preavviso sarà ben disposta a soddisfarvi.
  • FAMIGLIE CON BAMBINI: I vostri bambini si sentiranno a proprio agio, in mezzo alla natura e agli animali. I nostri appartamenti sono tutti indipendenti.
    Ancora nel nostro borgo è possibile giocare in tranquillità all'aperto proprio come una volta.
  • BIO E NATURA: Nel nostro ristorante vengono utilizzati prodotti a filiera corta e rigorosamente toscani. Nella nostra cucina cerchiamo di rispettare la stagionalità degli ortaggi.
  • DISABILI: Il nostro agriturismo è accessibile ai disabili, poiché un appartamento è appositamente arredato per le loro esigenze. Parco della piscina accessibile. 
  • SAPORI:

    Giordana vi proporrà piatti della tradizione toscana, ma anche rivisitazioni. Pasta e pane fatti come una volta, materie prime selezionate, verdure coltivate nel proprio orto. La ricetta perfetta? Noi seguiamo quella della nonna: passione, amore per il territorio e fantasia q.b.

  • BENESSERE E RELAX: Poco distante da noi ci sono le terme per passare una giornata rilassante. Usufruire di queste terme è completamente gratuito! Lungo il sentiero nel bosco, si raggiungono delle impressionanti formazioni di calcio e delle cascate pietrificate che si sono guadagnate il soprannome di "Balena Bianca". Qui, l'acqua calda delle sorgenti termali si incontra con quella fredda del fiume, dandole un aspetto bianco-blu che contrasta profondamente con il verde del bosco, creando un contesto davvero affascinante, soprattutto quando le temperature cominciano a farsi più fresche e l'acqua calda viene mitigata dall'aria fresca. 
    Per chi ama i comfort le terme di San Casciano e Chianciano terme sapranno soddisfare le richieste.

Animali Ammessi

  • Cani taglia Piccola
  • Cani taglia Media
  • Cani taglia Grande
  • Gatti
  • Altri Animali

Servizi per Animali

  • Veterinario
  • Ciotole

Servizi Struttura

  • WiFi/Internet Point
  • Parcheggio Privato
  • Piscina
  • Giardino
  • Tv
  • Accesso Disabili
  • Accetta Carte di Credito
  • Ristorante
  • Spazio Giochi Bimbo
  • Culla per Bambini fino 3 anni

Descrizione

Ci troviamo a Fonte Vetriana, un piccolo borgo alle pendici del monte Cetona, con lo sguardo sulla Val d’Orcia.

Un borgo che affonda le sue radici all’età del bronzo e che, più tardi, è stato insediamento Etrusco.Le attuali abitazioni, risalgono ai primi secoli dell’anno 1000, impostano le loro fondamenta sulla roccia (questo è ben visibile sul cortile esterno del piccolo ristoro Lupo de’ Lupis e su altre abitazioni). 

L’agriturismo, strutturato come un albergo diffuso, è composto da cinque appartamenti, da due a quattro posti letto, per un totale di 15 posti letto, arredati in stile arte povera toscana, situati in differenti posizioni del borgo, ognuno diverso dall’altro per struttura e panorama.Curati nei particolari, accoglienti e dotati di tutti i confort, completamente indipendenti, le case offrono il massimo della privacy e la possibilità di cucinare in autonomia.

Il confort degli appartamenti, l’incanto della piscina, sono perfettamente incastonati in questo antico borgo rurale che ancora mantiene le caratteristiche dei vecchi tempi!


Nei Dintorni

Punti d’interesse e sentieri della montagna

Se siete degli amanti del trekking, i sentieri non mancano.

Non esitate a chiedere informazioni saremo ben liete di darvele.

Comunque, scriviamo qualcosa che speriamo possa esservi utile.

Un punto panoramico del monte Cetona, dove si ammira a 360°, dalla Val di Chiana all’Amiata, fino a scendere alla Val d’Orcia è la Pietraia. Da qui non si vede Roma perché è coperta dal monte Soratte…

Ci sono vari sentieri per arrivarci ma, purtroppo, nonostante il nostro impegno a volerlo fare personalmente, non sono segnalati, comunque, se ce lo chiedete sarà facile darvi le indicazioni.

 

Da visitare? Si apre un mondo!

Non scordatevi che siete a cavallo tra la Val d’Orcia e la Val di Chiana.

Il nostro agriturismo si trova al centro di tante circonferenze dove la città più lontana, Roma, è a soli 170 Km.

Con massimo un’ora di macchina potete raggiungere i luoghi più caratteristici dell’alto Lazio, dell’Umbria e della Toscana centro-meridionale.

 

Non importa quale sia il vostro interesse: Etruschi, Medioevo o Rinascimento, Sarteano riuscirà in ogni caso ad emozionarvi, fidatevi di noi.

La prima cosa che salta all’occhio, appena si giunge a Sarteano, è sicuramente il castello che, imponente vigila da millenni sul paese e sui suoi abitanti, ma c’è dell’altro, ovviamente. Per arrivare alla rocca occorre immergersi nella storia ed affrontare un viaggio affascinante tra vicoli caratteristici e palazzi nobiliari, uno su tutti il Palazzo Piccolomini.

Già la piazza principale è uno scrigno di tesori: le antiche logge che sono un elegante androne per il Teatro degli Arrischianti, un piccolo capolavoro utilizzato dai sarteanesi dal 1700 fino alla metà degli anni ’60, quando a causa delle cattive condizioni l’amministrazione comunale decise la sua chiusura.

Vent’anni dopo, un gruppo di giovani volenterosi riprese l’attività teatrale fondando la nuova Accademia degli Arrischianti e nel 2000, finalmente, Sarteano ha potuto di nuovo avere il suo teatro e con lui una stagione teatrale di tutto rispetto.

Vi consiglio, anche qualora non ci fosse nessuno spettacolo in cartellone, di non perdere l’occasione di visitare questa piccola meraviglia, prenotando presso la Pro Loco una visita guidata, magari insieme alla Chiesa di San Martino in Foro, ora Museo del Beccafumi, poco lontana dalla piazza, che conserva al suo interno meraviglie artistiche come due dipinti su tavola di Jacopo di Mino del Pellicciaio e la celebre Annunciazione di Domenico Beccafumi (1545).

La cosa curiosa di questa chiesa è che, anticamente costruita all’interno della piazza, nel 1800 fu interamente smontata e ricostruita nella sua attuale collocazione...grandi traslochi sarteanesi insomma!

 

Che Sarteano fosse famoso anche nel periodo etrusco è cosa nota, d’altronde anche la leggenda sulla tomba del Lucumone Porsenna e del suo carro trainato da pulcini d’oro lo confermano. Se per caso foste ancora scettici vi consiglio di fare un bel giro nel Museo Civico Archeologico situato all’interno del cinquecentesco palazzo Gabrielli, anch’esso poco distante dalla piazza. Non c’è civiltà più affascinante degli etruschi e i reperti all’interno delle stanze, ritrovati nelle zone che circondano il paese, sono un ottimo espediente per conoscere un po’ di più questo misterioso popolo. Imperdibile la riproduzione, a dimensioni reali, della Tomba della Quadriga Infernale, scoperta nel 2003 presso la Necropoli delle Pianacce (poco distante dal centro, direzione Cetona) e visitabile su appuntamento.

Il castello

Dall’ingresso del Museo viene quasi spontaneo, a questo punto, salire ancora, fino alla fine di via del Castello dove un grande cancello di ferro suggerisce l’entrata anche se prima vi consigliamo di fermarvi un attimo ed osservare il bassorilievo situato sul frontespizio della cappella all’interno della corte di Palazzo Galgani Fanelli. Ad essa è legata una leggenda importante e suggestiva, come quella di Francesco Lippi da Grotti, capo della guarnigione difensiva del castello dopo l’assedio orvietano , grande giocatore di dadi, con un pessimo carattere, una sera, dopo aver perso tutto al gioco d’azzardo, si rivolse con gli occhi al cielo dicendo:

“Mi voglio giocare anche gli occhi a dispetto di chi mi ha fatto”. Subito un raggio di luce lo colpì rendendolo cieco. Cacciato dalla guarnigione decise di intraprendere un lungo pellegrinaggio e alla fine fu miracolato.

La posizione strategica di questo castello lo ha reso importante già dal 1300, anno in cui viene annesso a Siena, anche se le sue basi sono decisamente più antiche. Nel 1500 passò sotto il dominio mediceo e nel 1600, Cosimo de’ Medici lo donò in proprietà perpetua a Brandimarte Fanelli e, di conseguenza ai suoi discendenti.

Nel 1998 il comune decise di acquistarlo per ristrutturarlo e salvarlo dal degrado che pian piano lo stava distruggendo, così, nel 2006, dopo una lunga serie di lavori, il castello è stato restituito ai suoi abitanti che finalmente hanno potuto constatarne le sue bellezze.

Il parco esterno è già per se uno spettacolo: la piazza d’arme mantiene ancora la sua forma originale con un ponte levatoio in legno che buca l’ultima cinta muraria ed è curioso come ancora è possibile individuare in ogni singola pietra di costruzione i simboli che gli scalpellini dell’epoca hanno impresso sulle pietre: chissà se immaginavano che a distanza di secoli si sarebbe ancora parlato di loro?

All’interno, disposte su tre piani, nelle stanze sono rimasti ancora visibili antichi lavandini, frontoni di camini e rudimentali latrine. Arrivati in cima è sicuramente il panorama a farl da padrone con la sua vista mozzafiato sulla Val di Chiana, sul lago di Chiusi e Montepulciano e, ovviamente, su buona parte di Sarteano.

La scala segreta, a chiocciola, che dall’ultimo piano ridiscende a terra è un’affascinante testimonianza storica degli assedi che nei secoli il grande Mastio ha dovuto subire.

L’entrata al parco è gratuita mentre per la visita all’interno è necessario acquistare un biglietto.

Per gli orari di visita consiglio sempre di consultare la Pro Loco di Sarteano.

Sarteano ospita anche la casa di Papa Pio III, situata in via Goti, vi nacque nel 1439 Francesco Tedeschini, papa tra il settembre e l'ottobre del 1503 prima che fosse colpito da un'ulcera alla gamba. Su questo palazzo, in onore dell'unione tra le famiglie Tedeschini e Piccolomini, fu scolpito il portale, appena dopo la morte del padre Nanni di Piero.

Se poi uscite dalle mura del paese potete visitare Castiglioncello sul Trinoro antico borgo che, ora, è stato trasformato in un resort di lusso. Altro luogo da vedere è l’Abbazia di Spineta che si trova a pochissimi minuti da qui, direzione Sarteano. L’abbazia è privata, pertanto, vi invitiamo a rimanere nella piazzetta antistante alla Chiesa.

Nelle vicinanze si nota uno scoscendimento brullo completamente privo di vegetazione che scende dritto lungo un rilievo, quasi segno d'una continua frana. In fondo, un abisso, porta il nome di Buca del diavolo. Qui, nei pressi del castello delle Moiane si odono, a volte, grida e frusciare di seta con altri rumori che consigliano a chi passa ad allontanarsi prima possibile. Un'antica regina dei barbari, signora di quelle terre, dal nome Dorilla, aspettando un mattino l'abate di Spineta (o Spineto) che doveva dire la messa, si spazientì: dovendo partire per la caccia, vedeva perdersi nell'indugio il tempo migliore per trovare la selvaggina. Per dileggio e offesa vestì essa stessa i paramenti sacri mettendosi a dire la messa, tra le risa dei cortigiani. Giunta ad alzare il calice, all'offertorio, un serpente orribile balzò fuori dal vaso sacro e crebbe rapidamente fino a diventare un drago smisurato. La regina spaventata a quella vista prese a fuggire, incalzata dal mostro che la spinse a gettarsi giù nella balza, lungo la quale volò trascinandosi dietro il manto e questo, toccando terra, la rese per sempre sterile mentre, in una tempesta di tuoni, il castello rovinava fino all'ultima pietra e Dorilla spariva nella Buca del diavolo, lungo lo scoscendimento che dall'episodio leggendario prese il nome di Strascico della Regina.

 

I presepi dal mondo di Stefano Rappuoli che ha fatto della sua collezione privata un museo da visitare, aperto a tutti, gratuito, dove vengono esposte opere tutte a tema presepio di artisti di tutta Italia e non solo. Credetemi che vale la pena fare un salto a visitarlo.

 

 

 

 

A Sarteano vi è anche una bellissima manifestazione storica, di origini medievali: La Giostra del Saracino. Si tratta di un torneo cavalleresco che si svolge il 15 agosto nella piazza principale del paese che, per l’occasione, si trasforma in un suggestivo anfiteatro.

La gara è preceduta da un corteo in costume che si snoda per le vie del paese.

Se andate a vedere la giostra tifate Spineta (S.S. Trinità) con i colori giallo/viola!!!

Negli ultimi anni viene corsa anche una Giostra a luglio.

Un’altra manifestazione affascinante è Civitas Infenalis che si svolge l’ultimo week-end di luglio.

Altre manifestazioni inerenti la giostra animano il borgo per tutto il mese di agosto.

Il 10 di agosto e l’11 novembre, invece, potete trovare due fiere storiche.

Lo ammetto, io sono un po’ di parte perché sotto queste mura ci sono nata e cresciuta, ma il Castello, le mura e la storia che si respira in questo paese è inebriante per tutti, anzi, fate attenzione perché è già successo che alcuni, venuti solo per una visita veloce, abbiano poi fatto di Sarteano la loro casa… io vi ho avvisato.

 

Radicofani  Qui avete la possibilità di visitare la celebre Fortezza di Ghino di Tacco, la torre usata come nascondiglio dal “falco della Val d’Orcia”; zona strategica e di bellezza incontaminata. Incantevoli anche la Chiesa di San Pietro, Sant’Agata e la Posta Medicea.

Il Bosco Isabella è un giardino romantico ed esoterico, lambisce una parte della strada che costeggia le mura a sud del borgo e si estende per circa 2,5 ettari.

 

Bagni San Filippo  Usufruire di queste terme è completamente gratuito! L'area è abbastanza grande; le prime piscine che si incontrano lungo il sentiero, vicino alla strada, sono poco profonde, per cui non si mantengono calde a lungo. Proseguendo lungo il sentiero nel bosco, si raggiungono delle impressionanti formazioni di calcio e delle cascate pietrificate che si sono guadagnate il soprannome di "Balena Bianca". Qui, l'acqua calda delle sorgenti termali si incontra con quella fredda del fiume, dandole un aspetto bianco-blu che contrasta profondamente con il verde del bosco, creando un contesto davvero affascinante, soprattutto quando le temperature cominciano a farsi più fresche e l'acqua calda viene mitigata dall'aria fresca. Continuando a camminare, si raggiungono le altre piscine che formano il Fosso Bianco, proprio accanto al centro benessere a pagamento, le cui piscine riversano acqua calda in quelle esterne, aumentandone ulteriormente la temperatura. Qui, le piscine dove potersi sedere e rilassarsi sono davvero innumerevoli!

 

Monte Amiata  1738 m. stazione sciistica, adatta anche a bellissime escursioni primaverili ed estive. Per raggiungere la vetta passate per Abbadia San Salvatore dove è possibile visitare le antiche miniere.

 

Montepulciano  Recentemente, Montepulciano, è diventata una meta turistica molto ambita, con un notevole aumento di visitatori, in seguito alle riprese del celebre film New Moon, sequel della saga sui vampiri Twilight, la serie dei Medici e Sogno di una notte di mezza estate.

Non è solo un luogo di fiction, di cose da vedere ce ne sono molte, una piccola infarinatura:

Porta al prato, Porta delle farine, Colonna del Marzocco, una possente colonna in marmo con il leone araldico di Firenze, che decora anche molti palazzi fra i quali Palazzo Avignonesi.

Chiesa di Sant'Agostino, progettata da Michelozzo, importante artista che operava per la potente famiglia dei Medici. La chiesa conserva un Crocifisso attribuito a Donatello.

La torre con Pulcinella che batte le ore del grande orologio.

La casa del Poliziano, grande umanista e poeta sotto il patrocinio del famoso Lorenzo de’ Medici. Poliziano fu anche insegnante dei figli dei Medici.

La bellissima Piazza Grande, il cuore della città. Si consiglia di fermarsi per un minuto al centro della piazza oppure vicino alla bella fontana adornata con un grifone e un leone per contemplare ed assaporare la sua incredibile atmosfera evocativa; il Duomo, il Palazzo Comunale, Palazzo Tarugi e Palazzo Contucci; quest'ultimo ospita cantine dove si possono fare degustazioni di vino.

La Fortezza e la Chiesa di Santa Maria dei Servi.

Il bellissimo Santuario di San Biagio. Entrando al suo interno si può apprezzare la sua forma particolare. Questa imponente chiesa in travertino, che si erge isolata nel bel mezzo della campagna Toscana, rappresenta uno dei migliori esempi di arte rinascimentale.

I bellissimi palazzi e le suntuose residenze che si possono ammirare camminando per le vie del centro storico testimoniano ancora oggi il grande potere delle famiglie nobili durante il XIV e il XV secolo. Fu però soltanto nel corso del XVI secolo che Montepulciano raggiunse davvero il massimo del suo splendore sotto il dominio della potente famiglia dei Medici.

E per chi ama il genere c’è anche il Museo della Tortura.

Insieme a Montalcino, Montepulciano è ben nota per la grande produzione di vino rosso; il suo “Nobile di Montepulciano”è uno dei vini più apprezzati sia in Italia che all'estero.

Vi consigliamo una visita alle Cantine Contucci, la più antica di Montepulciano, l’unica rimasta nel centro storico.

 

Pienza  Questo incantevole borgo è ampiamente conosciuto come la città "ideale" del Rinascimento, creazione del grande umanista Enea Silvio Piccolomini, diventato poi Papa Pio II.

Piazza Pio II ha una forma di grande armonia che dona grande dignità e solennità a tutti gli edifici circostanti, costruiti in pietra di travertino che conferisce loro un chiaro color miele.

Caratteristiche della piazza sono la forma trapezoidale, che dona un gran movimento di prospettiva ai palazzi che la contornano e la posizione della cattedrale, che alle spalle non presenta alcun ostacolo alla vista del cielo, posizionandola nell'Universo. La particolarità del progetto consiste nell'aver dislocato in posizione divergente gli edifici che fiancheggiano il Duomo.

Con questa collocazione due sono i risultati ottenuti: il primo una perfetta illuminazione naturale dell'interno della cattedrale, il secondo la rappresentazione simbolica dell'uomo rinascimentale affascinato dal mondo celeste e perciò proiettato verso il cielo ma con il corpo saldamente legato alla terra.

Di piazze costruite in tal maniera ne esistono solo due in tutta Italia: Piazza Pio II a Pienza e Piazza del Campidoglio a Roma di Michelangelo.

Su di un lato della piazza,si può ammirare un bellissimo pozzo, conosciuto come il "pozzo dei cani".

 

Il Duomo o Cattedrale dell'Assunta ospita importanti e notevoli dipinti dei più rinomati artisti del tempo, mentre il bel campanile dalla forma ottagonale si erge sopra l'antica cripta puntando dritto al cielo.

La pieve di Corsignano, chiesa romanica a tre navate ha le sue antiche origini nel VII secolo, lo stile romanico presente è del XII secolo. La chiesa è relativamente vuota, ogni navata ha un altare e sulla destra, non appena si entra, si può vedere la fonte battesimale originale in cui furono battezzati sia Papa Pio II che suo nipote papa Pio III.

Dirigetevi verso l'ultima colonna sulla sinistra e date un'occhiata al capitello della colonna: troverete una scultura del serpente regolo. Si tratta di una delle poche rappresentazioni del serpente regolo sopravvissuta nella sua forma originale ai giorni nostri. Il serpente regolo era una divinità romana, era ancora noto quando la chiesa fu costruita e non rappresenta necessariamente il male, anche se San Gregorio Magno lo definisce come il "re dei serpenti".

Naturalmente non si può dire no al pecorino, perché Pienza è anche la città del cacio! Il borgo è pieno di piccoli ed incantevoli negozi che vendono tantissime varietà di pecorini, più o meno stagionati, che potrai assaggiare insieme a tantissimi altri prodotti locali tipici, come favolosi vini, spezie, miele, e così via.

 

Montalcino  Il borgo è rimasto pressoché intatto dal XVI secolo. Una volta raggiunta la cima su cui si erge Montalcino, un vero e proprio spettacolo si apre davanti agli occhi: un continuo susseguirsi di sinuose colline punteggiate qua e là da fiori gialli e rossi, antiche querce, pittoreschi alberi d'olivo, panoramiche strade di campagna che serpeggiano attraverso armoniosi vigneti e cipressi isolati qua e là.

La città di Montalcino è diventata ricca e famosa grazie al Brunello, uno dei migliori vini italiani e tra i più apprezzati al mondo. Il borgo era già rinomato per i suoi vini rossi nel XV secolo. Tuttavia, la preziosa formula del fantastico vin Brunello fu inventata nel 1888 da Ferruccio Biondi Santi, che per primo ebbe l'idea di eliminare i vitigni della tradizionale ricetta del Chianti, come il Canaiolo e il Colorino, usando, invece, solo la varietà Sangiovese.

Prima che il Brunello sia pronto da bere, deve essere fatto invecchiare per un minimo di 5 anni, 2 dei quali in botti di quercia, mentre il Rosso di Montalcino è pronto dopo un solo anno di invecchiamento. Tra i più rinomati produttori di vino menzioniamo Biondi-Santi, Schidione e Banfi.

Montalcino non è solo vino, è anche arte e cultura. Il centro storico è dominato dalla possente Rocca, fortezza costruita nel 1361 come segnare il passaggio della città sotto il dominio di Siena.

Il panorama che si gode dai bastioni della rocca è davvero spettacolare; và dal Monte Amiata, attraverso le Crete, fino a Siena, e attraversa tutta la Val d'Orcia fino alle colline della Maremma.

Un'altra attrazione di Montalcino è la caratteristica torre stretta e lunga del Palazzo dei Priori, sede del Comune, che si affaccia sulla piazza principale nota come Piazza del Popolo, con la sua bella loggia gotica. Da visitare anche il Palazzo Vescovile e le chiese di Sant' Agostino, Sant' Egidio e San Francesco.

Raccomandiamo di visitare anche il Museo Civico e Diocesano di Arte Sacra, che espone dipinti e sculture a carattere religioso, e il Museo del Vetro, che ripercorre la storia della nascita del vetro. Il museo, sito all'interno del castello di Poggio alle Mura, ospita un'interessante collezione di strumenti per la lavorazione del vetro dagli Egizi fino ai Romani per giungere fino ai grandi maestri veneziani.

Montalcino vanta di avere anche il famoso brunello e vi raccomandiamo una cantina della zona per farvi visita e degustare un buon vino: Il casato prime donne dove non mancherà arte , storia e panorama ma soprattutto a far da padrone un buon Brunello .(la cantina si distingue dalle altre per un particolare che non vi svelo ma che vi sveleranno…)

 

San Quirico d’Orcia  Il bel borgo è stato costruito in cima a una piccola collina, sopra i resti dell' antico villaggio di Osanna a metà strada tra altri due famosi borghi della Val d' Orcia: Montalcino e Pienza. Per la sua posizione sopraelevata, offre viste mozzafiato sui paesaggi tipici della Val d’Orcia.

Proprio fuori di questa cinta muraria troverete molti spazi per parcheggiare la vostra macchina. Ci sono poi quattro porte per accedere alla città, vi consigliamo di entrare dalla porta a nordovest per poter ammirare da subito la facciata della Collegiata di San Quirico e Giulitta, una splendida chiesa romanica con elementi gotici e barocchi, caratterizzata da tre bellissime entrate con sculture di leoni, tutte differenti tra loro.

Dietro ed a fianco della Collegiata, si trova Palazzo Chigi, un bel palazzo che oggi ospita il comune della città. Continuando lungo via Dante Alighieri si arriva a Piazza della Libertà, il cuore della piccola città. Qui vale la pena di visitare la Chiesa di San Francesco, detta anche Chiesa della Madonna, in quanto ospita la statua in terracotta della Madonna, opera di Andrea della Robbia, qui spostata dalla vicina Cappella Vitaleta.

Da non perdere i curatissimi Horti Leonini, splendido esempio di giardini all' italiana, con accessi dalla centrale Piazza della Libertà e, sulla destra, della Chiesa di Santa Maria Assunta. Disegnati intorno al 1540 da Diomede Leoni, i giardini hanno al centro una bella statua di Cosimo III de' Medici. Qui si trovano, inoltre, i resti della Torre del Cassero, un'antica torre medievale di oltre 39 metri che, purtroppo, andò distrutta nel corso della seconda guerra mondiale.

Dalle mura fortificate che circondano gli Horti, è possibile godere di una strepitosa vista sulla Valdorcia, a partire dal Monte Amiata fino alle città collinari di Pienza e Montepulciano. Se seguite le piccole vie da via Alighieri, troverete le altre porte al borgo, incluso la Porta Cappuccini, un austero baluardo di forma poligenale.

 

Bagno Vignoni  Borgo medioevale molto suggestivo, noto in tutto il mondo e meta dei turisti in cerca di una vacanza benessere proprio per i numerosi centri benessere e SPA annessi alle terme risalenti all'epoca romana.

Le acque curative sgorgano dal suolo vulcanico della sorgente termale originale e vanno a riempire la grande vasca situata al centro di questo borgo creando la "Piazza delle sorgenti", una grande piscina d'acque termali che fa da piazza al paese.

Le proprietà terapeutiche delle acque di Bagno Vignoni furono scoperte dapprima dagli Etruschi (che hanno lasciato non poche tracce nella zona) e poi dai Romani, da sempre amanti delle terme.

Attorno alla piscina di acque termali si sono sviluppati il borgo, i locali e i negozi.

L'attività termale a Bagno Vignoni è divenuta famosa in tutta Europa a partire dal Medioevo, ma le prime testimonianze risalgono addirittura all'epoca romana. La grande vasca accoglieva nel '500 illustri personaggi quali Santa Caterina da Siena e Lorenzo de' Medici.

Storicamente le istituzioni e le varie autorità locali hanno sempre prestato molta cura nella gestione e nella conservazione di queste terme, situate al centro di una splendida zona che va dai territori incontaminati delle anse del fiume Orcia fino all'affascinate Rocca d'Orcia con il Castello della Ripa.

 

Cetona  uno dei borghi più belli d'Italia che offre ai suoi turisti una visita da non perdere assolutamente... Piazza Garibaldi.

Arrivando a Cetona il visitatore ha accesso al borgo da una magnifica piazza di forma rettangolare, oggi dedicata a Giuseppe Garibaldi, realizzata nel XVI secolo da Gian Luigi Vitelli, detto Chiappino, nominato marchese dai Medici. Egli volle costruire un nuovo accesso al borgo medievale dando più respiro all'architettura del luogo, tanto che colpisce il fatto di trovare una piazza così grande in un abitato così piccolo.

Circoscrivono lo spazio alcuni notevoli edifici, quali l'antico Palazzo Vitelli, l'ex chiesa SS. Annunziata, la chiesa San Michele Arcangelo e le Logge.

Chiesa della Collegiata. Sorta tra il XII e XIII secolo, questa chiesa deve il suo fascino particolare alla compresenza di più stili architettonici. In origine ebbe una sola navata, ma poi fu ampliata nel secolo XVI. Sul lato destro si possono vedere tre finestre in stile gotico e, sotto alla prima, si può notare il portale romanico. La facciata risale all’epoca rinascimentale. All'interno è possibile ammirare alcuni affreschi del tardo 400 tra i quali spiccano una Madonna con Bambino, un Santo di un artista anonimo e una bellissima Madonna Assunta attribuita alla scuola del Pinturicchio.

Convento S.Francesco e romitorio di Santa Maria in Belverde Allontanandoci dall'abitato e dirigendoci verso la strada che costeggia la montagna, troviamo il convento di San Francesco, risalente al 1212 immerso in una suggestiva cornice naturale. Da non perdere anche il Romitorio di Santa Maria in Belverde e l'annessa chiesa su due livelli, divisa in tre oratori. All'interno sono presenti pregevoli affreschi della seconda metà del XIV secolo. Le due strutture sono oggi sede della "Comunità Mondo X".

Camporsevoli  Una punta rocciosa si staglia contro il cielo, in Toscana, quasi al centro d'Italia. Ancora oggi vi sorge un palazzo imponente. Chi mai sospetterebbe che in ere lontanissime, così lontano dalla costa, questo sia stato un fondale marino? Eppure i tanti reperti fossili, conchiglie e concrezioniche affiorano dal terreno un po' ovunque, testimoniano le vicissitudini geologiche del posto.

Camporsevoli è da sempre stato considerato un sito strategico, un punto di avvistamento privilegiato e anche un luogo di ottima vivibilità rispetto alla sottostante Val di Chiana, in altri tempi palude malsana.

Oggi è un piccolissimo borgo fortificato che mantiene perfettamente visibili i tratti di castello difensivo ma, la sua storia è molto più antica visto che già 2500 anni fa era un importante insediamento etrusco, come testimoniano un'infinità di reperti venuti alla luce durante le tante campagne di scavo dell'800.

 

Chiusi  Questa piccola cittadina, una delle più a sud dei confini della Toscana è stata una delle più importanti città dell'impero etrusco tra il 7° e 5° secolo a.C.

Famoso è il Re Porsenna, abile condottiero militare che ha tenuto sotto scacco Roma per molto tempo, fino a farla ricadere sotto il dominio della città di Chiusi. Famoso è il labirinto del Re Porsenna, all’interno del quale riposerebbero le sue spoglie, adagiate sotto ad un mausoleo, su di un cocchio d'oro trainato 12 cavalli e vegliato da una chioccia con 5.000 pulcini, anch’essi in oro. Il labirinto sarebbe talmente intricato da far impallidire quello del Minotauro di Creta.

Il luogo di sepoltura deve ancora essere trovato.

Il semplice fatto che Chiusi è sopravvissuto nella storia come una forza temibile, pur trovandosi, si, su una collina dominante ma senza una fonte di acqua diretta, è una chiara testimonianza della creatività della popolazione etrusca. Attraverso l'uso di gallerie filtranti e cisterne sotterranee, sono stati in grado di raccogliere l'acqua e aumentare le loro capacità di sopravvivenza.

La posizione militare strategica di Chiusi ha reso questa cittadina una pedina importante nella lotta di potere tra Orvieto e Siena. Anche Chiusi, come altri paesi della zona, ha avuto il dominio della famiglia dei Medici; solo quando l'Italia fu unificata la città cominciò a stare in piedi da sola.

La Città Sotterranea Il percorso espositivo inizia dalla sezione “Il Labirinto”, nella quale è presentato, sotto tutti i suoi aspetti, il complesso sistema sotterraneo di Chiusi: dalla storia, alla ricerca archeologica, alla geologia, al mito di Porsenna.

La visita prosegue nella sezione “Epigrafica”, interamente allestita in cunicoli sotterranei. Oltre centoquaranta metri di gallerie ipogee che ospitano l’unica esposizione in Italia interamente dedicata all’epigrafia funeraria etrusca: circa trecento urne e duecento tegole tombali iscritte, che costituiscono un patrimonio eccezionale.

L’itinerario termina con la visita al famoso “laghetto” sotterraneo, dove, come sostiene lo speleologo che lo scoprì “il tempo scandito dallo stillicidio sembra essersi fermato, mentre al di sopra prosegue la vita convulsa di ogni giorno”.

Museo della Cattedrale L’odierna esposizione è suddivisa in quattro sezioni che raccolgono materiali di grande valore, di epoca paleocristiana, medievale e moderna (fino al XIX secolo). Tra numerosi elementi lapidei, argenti, ori, paramenti sacri e tele a olio, si distinguono due cofanetti portareliquie in legno e avorio, realizzati dalla Bottega degli Embriachi, XV secolo, abilissima in piccoli lavori a intarsio e intaglio. La fama del museo è legata soprattutto alla splendida collezione di Codici Miniati Benedettini, della seconda metà del XV secolo, provenienti dall’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore. I monaci olivetani ne curarono la scrittura e la miniatura di penna, mentre la miniatura di pennello fu eseguita da artisti famosi come Sano di Pietro, Francesco di Giorgio Martini e Liberale da Verona.

Cattedrale di S. Secondiano La concattedrale, risalente al VI secolo e trasformata nel XII, ha subito massicci restauri all'epoca del vescovo Giuseppe Pannilini, dal 1775 al 1822. Successivamente fu radicalmente ristrutturata negli anni 1887-1894 sotto la direzione di Giuseppe Partini. Questi ultimi lavori portarono, tra l'altro, al rifacimento della facciata, preceduta da un protiro dorico che si distingue per l'impostazione architettonica che unisce caratteri paleocristiani, romani a motivi bizantino-ravennati.

Gli scavi eseguiti negli anni settanta nella zona del presbiterio hanno fatto emergere un edificio sottostante all'attuale, sorto sui resti di una costruzione più antica. Si tratta di una basilica a tre navate con pilastri quadrangolari, le pareti ad intonaco dipinto e il pavimento a mosaico databile tra la fine del IV secolo e l'inizio del V. La concattedrale fu poi riedificata alla metà del VI secolo, recuperando in parte gli elementi architettonici dell'antica basilica.

L'esterno della concattedrale si caratterizza per il suo campanile isolato, costruito nel 1585 trasformando una torre di difesa. Sotto la torre, a circa 12 metri di profondità, si trova una piscina romana del I secolo a.C. costituita da due ambienti con volta a botte.

L'interno è di forma basilicale con tre grandi navate divise da diciotto diverse colonne recuperate da costruzioni più antiche, forse romane.

Museo nazionale etrusco Istituito nel 1871 e ospitato dal 1901 in un edificio di stile neoclassico, il museo conserva numerosi reperti di raro pregio, distribuiti sui due piani dell’edificio ed esposti secondo criteri tematici e cronologici. L’odierno allestimento, che risale al 2003, coniuga la cura dell’aspetto scientifico con moderni strumenti didattici e divulgativi, e rende il museo uno dei più importanti e prestigiosi per lo studio e la conoscenza della civiltà etrusca attraverso tutto l’arco del suo sviluppo.

Lago di Chiusi Il lago di Chiusi è anche il luogo dove la fuga leggendaria di Santa Mustiola, patrona della cittadina, ha avuto luogo. Una sorta di barca fatta con il suo mantello le ha permesso di galleggiare. La leggenda dice che ogni 3 luglio, durante la notte, si può vedere, in acqua, la scia dorata di Santa Mustiola.

Il lago è oggi oasi naturale.

Da qui parte il sentiero della Bonifica, una pista ciclabile e pedonale di 62 km, che collega Chiusi con Arezzo.

 

Città della Pieve  Suggestiva cittadina medievale, adagiata su una collina a forma di altopiano tra i fiumi Nestore e Chiani, Città della Pieve domina la Val di Chiana ed il lago Trasimeno.

Protetti dalla torre civica e circondate dalle rosse mura erette all'inizio del XII secolo per proteggersi dai nemici, sorgono numerosi edifici civili e religiosi. Il più antico è certamente la Rocca:un bellissimo esempio di architettura medievale voluta dalla città di Perugia alla metà del '300 quando conquistò Città della Pieve. Questa aveva la funzione di fortilizio per difendere la guarnigione perugina lì insediata e per poter osservare da vicino la città sottomessa. Inoltre, le 5 torri di avvistamento, di cui oggi se ne conservano solo 2, permettevano di comunicare con Perugia, tramite specchi e fuochi, in caso di emergenza. Sulla facciata della Rocca è possibile bere dalla fontana comunale che riporta la celebre frase sibillina Sic Vos, non Vobis.

La chiesa di Santa Maria dei Bianchi, già oratorio dei Disciplinati, conserva uno dei maggiori capolavori di Pietro Vannucci detto il Perugino, l’affresco raffigurante "L'adorazione dei Magi". La chiesa è parte del Circuito Museale Aperto cittadino di cui fanno parte anche la cattedrale, il palazzo della Corgna, il Museo Civico Diocesano di Santa Maria dei Servi, la chiesa di San Pietro e l'oratorio di San Bartolomeo.

La Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio,costruita nell’VIII secolo d.C., venne ricostruita in stile gotico nel XIII secolo ma subì continue e numerose trasformazioni fino a diventare prima Collegiata e poi Cattedrale nel 1600. La facciata presenta due materiali costruttivi, la pietra arenaria e il laterizio, che indicano diverse fasi d’intervento. L’interno è costituito da un’unica navata a croce latina in cui sono custodite numerose opere attribuite a grandi artisti quali Ubertis, Tedesco, Alfani, Savieni e lo stesso Perugino. Nel 1738 venne accostato alla chiesa un elegante campanile.

Palazzo della Corgna è la più importante tra le dimore signorili di Città della Pieve e deve la sua edificazione alla volontà di Ascanio della Corgna per dare lustro al Governatorato. Edificato al centro del paese, di fronte alla Cattedrale, l’edificio rispecchia le fortune politiche ed economiche legate alla famiglia. I lavori di costruzione del palazzo iniziarono intorno agli anni 50/60 del XVI secolo diretti dall’architetto perugino Galeazzo Alessi. All'interno del palazzo ha sede la biblioteca comunale Francesco Melosio.

Il museo civico – diocesano di Città della Pieve è ospitato nell’ex chiesa di Santa Maria dei Servi, costruita nel 1343 e rinnovata in stile barocco tra XVII e XVIII secolo. L’edificio conserva la frammentaria deposizione della croce realizzata dal Perugino nel 1517 e dipinti del XVI e XVIII secolo che ornano gli altari barocchi delle cappelle laterali. In un vano sottostante, a crociera gotica, sono ospitate tele di proprietà ecclesiastica che documentano la pittura a Città della Pieve tra il XVI e il XVII secolo.

La chiesa di San Pietro, risalente al XIII secolo, è posta sul limite delle mura e in relazione all’antica Porta del Castello. Al suo interno conserva un affresco del 1508 realizzato dal Perugino, riportato su tela dopo un terremoto, raffigurante Sant’Antonio abate e i Santi Marcello e Paolo. L’oratorio di San Bartolomeo contiene un affresco raffigurante la Crocifissione, ma popolarmente noto come “Il Pianto degli Angeli”, dipinto dal senese Jacopo di Mino del Pellicciaio, uno tra i più importanti divulgatori dei modi figurativi di Ambrogio Lorenzetti e di Simone Martini. Di particolare eleganza la stilizzazione delle figure degli angeli, alla maniera del gotico senese.

Altro grande edificio della città è il Palazzo Bandini: un grande complesso in laterizio del XIV secolo, rinnovato nel 1531 (finestre del primo piano) e nel 1560 (portale principale).

Nel Palazzo della Fargna, di misurato stile barocco del XVIII sec., ha sede il comune. Al suo interno sono visibili pregevoli stucchi nelle sale del piano nobile.

 

Chianciano terme  Il comune di Chianciano Terme si divide in una parte antica ed una moderna, la prima comprende l’antico borgo storico che sorge su di un colle e la seconda rappresenta la grande e famosa zona termale.

Chianciano è famosa per le sue acque preziose per la cura del fegato, per le terme Sensoriali che attraggono ogni anno milioni di visitatori da tutto il mondo, per le terme Theia .

Passeggiare per il centro antico ha anch’esso il suo fascino, infatti, l’antico borgo medievale di Chianciano “Vecchia” possiede ancora la struttura urbana dell’epoca e camminando tra i suoi vicoletti e le stradine si ha come l’impressione di essere ritornati indietro nel tempo, accompagnati dall’imponente fascino paesaggistico delle colline circostanti e dalle vedute panoramiche sulla Val di Chiana.

All’ingresso del borgo si trova l’antica Porta Rivellini che fa da cornice alla veduta su Via Casini e la Torre dell’Orologio con l’inconfondibile stemma della famiglia de’ Medici.

Proseguendo la passeggiata si incontra la storica fontana di Piazza Matteotti con l’antico Municipio. Da qui si giunge in una delle strade più famose di Chianciano: Via Solferino, dove soggiornò Luigi Pirandello assieme a sua moglie e ai suoi tre figli

In Via Solferino c’è la Piazzolina dei Soldati in cui è situato il Palazzo dell’Arcipretura al cui interno c’è il Museo della Collegiata o dell’Arte Sacra.

Percorrendo tutta Via Solferino ci si trova alla Collegiata di San Giovanni Battista risalente al XIII secolo. Al suo interno sono conservate un’urna con la statua lignea del Cristo Morto di Paleari, le reliquie di San Pio Martire, un affresco del XIV secolo di Bartolo di Fredi “Madonna del Castagnolo”, un antico crocifisso ligneo e un bellissimo altare in legno dorato del XVII secolo.

Le altre Chiese chiancianesi di interesse storico sono: la Chiesa dell’Immacolata, risalente al XV secolo e situata a sinistra di Porta Rivellini e la Chiesa della Madonna della Rosa che prende il nome da un affresco presente al suo interno raffigurante la Madonna che porge una rosa al Bambino, la chiesa è situata al di fuori delle mura del centro storico.

I musei da visitare a Chianciano Terme sono: il Museo Civico Archeologico delle Acque, il Museo della Collegiata e il Museo d’Arte.

Il Museo Archeologico è sito nell’ex granaio di villa Simoneschi (in Viale Dante) e al suo interno si possono ammirare una galleria sui canopi trovati nella necropoli di Tolle, vari reperti funerari, una parte del frontone appartenente al Tempio Etrusco dei Fucoli e tanti altri reperti etruschi.

Il Museo della Collegiata è situato nel Palazzo dell’Arcipretura ed espone vari pezzi di Arte Sacra, reliquiari, argenteria e oreficeria. Infine il Museo d’Arte (in Viale della Libertà) contiene collezioni di arte asiatica, contemporanea e antica, famosissime in tutto il mondo.

 

 

Questi sono alcuni dei tanti luoghi che potete vistare e che sono nei dintorni.

Non abbiamo nominato San Casciano dei Bagni, Celle sul Rigo, Piancastagnaio, Bolsena, Civita di Bagnoregio, Orvieto, la Scarzuola (Montegabbione) e la stazione di Monte Amiata che è una fermata ferroviaria della linea Asciano-Monte Antico. Si trova nel comune di Montalcino, a ridosso della piccola frazione di Monte Amiata Scalo e nei pressi del paese di Castelnuovo dell'Abate e dell'Abbazia di Sant'Antimo.

 

Tanti altri luoghi che non abbiamo nominato meritano sicuramente una visita.

 

Naturalmente non mancano le grandi cittadine come Perugia, a soli 70 Km., Arezzo, Firenze e Siena, quest'ultima con la possibilità di raggiungerla sia via Cassia sia attraverso la Val di Chiana, percorrendo la A1.

 

Cose da vedere non mancano di sicuro!